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Lavoro

Occupazione a lungo termine: un obiettivo ambizioso e una grande sfida

Potrò tornare a lavorare?”: questa è una delle prime domande che tormentano tutte le persone in età lavorativa che ricevono la diagnosi di lesione midollare. Oggi i ricercatori sono in grado di fornire dati sempre più precisi sulla situazione del mercato lavorativo in Svizzera. Tali dati trovano un impiego sempre più significativo anche a livello del reinserimento professionale.

Il lavoro rappresenta una delle componenti fondamentali della nostra società. L’attività lavorativa non solo contribuisce al nostro sostentamento, ma promuove i contatti sociali e l’autostima, ed è una forma di riconoscimento sociale. Studi internazionali dimostrano che il lavoro contribuisce a una maggiore soddisfazione nella vita ed esercita un’influenza importante sulla nostra qualità di vita e sulla nostra salute. [1]

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Percorsi professionali: in quali settori lavorano di fatto le persone con lesione midollare

Affinché gli esperti nel campo del reinserimento professionale possano assistere in modo ottimale i propri clienti, devono sapere quali attività corrispondono alle capacità delle persone con lesione spinale. Lo studio SwiSCI può offrire delle indicazioni importanti al riguardo.

Due analisi di recente pubblicazione rivelano quali sono le attività lavorative preferite dalle persone con lesione spinale e quali sono i requisiti ad esse associati. [1, 2] Le persone che prima della lesione midollare svolgevano un’attività manuale che richiedeva sforzi fisici optano tendenzialmente per mansioni che richiedono meno sforzi. In questi “lavori ad orientamento cognitivo” sono richiesti principalmente capacità di comunicative, di pianificare e di risolvere problemi.

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Job Matching: uno strumento che promuove un reinserimento professionale sostenibile

Un compito fondamentale per gli specialisti del reinserimento professionale consiste nell’ottenere una “affinità” tra la persona e la sua futura attività. Al fine di consolidare tale processo, la Ricerca svizzera per paraplegici ha ideato in collaborazione con ParaWork un “Job matching-tool”.

Quanto più è alta l’affinità tra una persona e il suo lavoro, tanto maggiore sarà la soddisfazione e migliori le relative prestazioni.

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“La determinazione con cui le persone con lesione midollare desiderano tornare a lavorare è impressionante“

Intervista a Pirmin Wolfisberg, consulente per il reinserimento professionale presso ParaWork

Pirmin Wolfisberg

Pirmin Wolfisberg

Pirmin Wolfisberg è un assistente sociale qualificato con esperienza lavorativa pluriennale nell’aiuto sociale e finanziario e come consulente per il reinserimento dell’Assicurazione Invalidità. Dal 2017 lavora come consulente per il reinserimento professionale presso ParaWork.

Signor Wolfisberg, in qualità di consulente per il reinserimento professionale (job coach) lei aiuta le persone con lesione midollare a reinserirsi nel mondo del lavoro. In cosa consiste esattamente il suo lavoro?

La nostra consulenza comincia quando il paziente ha concluso la prima riabilitazione. Già nel corso di quest’ultima ParaWork effettua numerosi accertamenti che servono come punto di partenza: desideriamo creare per le persone delle condizioni propizie al loro reinserimento e offrire una consulenza professionale. Il percorso inizia con colloqui coordinati tra l’impiegato, il datore di lavoro e le assicurazioni: determiniamo assieme quali attività può effettivamente intraprendere la persona, in quali giorni e il relativo tasso di occupazione, l’eventualità di una formazione, ecc. Da parte mia verifico anche che il posto di lavoro sia accessibile in carrozzina o se sono necessari ulteriori adeguamenti attraverso l’ergoterapia o enti specializzati nell’edilizia priva di barriere architettoniche. Risulta fondamentale anche effettuare accertamenti con le assicurazioni sociali per garantire un rapporto adeguato tra il lavoro retribuito e le prestazioni assicurative.

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Stress sul lavoro e qualità di vita: le conseguenze di condizioni di lavoro logoranti sulle persone paraplegiche

Rispettare continuamente scadenze a breve termine, pretese eccessive, perfezionismo o anche il mobbing sul posto di lavoro possono scatenare stress e portare a gravi problemi psichici e fisici. Depressioni, tensioni muscolari, disturbi del sonno e ipertensione sono solo alcuni esempi di reazioni del corpo che possono venire a crearsi a causa di uno stress continuo.

Molti studi mostrano che se le condizioni di lavoro generano stress, ciò può contribuire a una diminuzione della qualità di vita e a un peggioramento della salute. Inoltre è scientificamente dimostrato che lo stress, soprattutto nelle persone con una posizione sociale e finanziaria più bassa, riduce la qualità di vita. Per esempio, le persone con un'educazione di base e un reddito basso hanno un rischio maggiore di contrarre depressioni e colpi apoplettici rispetto alle persone con uno status sociale più elevato. I fattori socioeconomici, come la formazione, il lavoro o il reddito, svolgono dunque un ruolo importante negli effetti individuali dello stress.

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